Questo è stato il primo Natale che ho trascorso in totale libertà, senza impegni, pensieri e preoccupazioni.
Questo dunque è stato il primo Natale che ho potuto vivere obiettivamente.
Questo Natale mi ha fatto capire che io il giorno di Natale non lo sopporto.
Non sopporto le vacanze lunghe, che portano ad una monotonia e a una ripetitività alienante. Le vacanze lunghe non mi riposano, mi annientano.
Forse non sarebbe così se mi trovassi in un contesto diverso, magari in una baita con gli amici, o in un altro paese, o con una famiglia numerosa e presente al mio fianco, ma ora sto vivendo questa pausa come una serie di convenevoli forzati e ipocriti, senza nessun tipo di vero sentimento dietro, che mi strappa da una quotidianità che mi rassicura e conferisce un senso alle mie giornate.
Da quando ho un lavoro, il dovermi alzare la mattina a una certa ora, l’avere dei ritmi, il dover preparare le lezioni e l’essere a contatto con delle persone, mi fa sentire una persona utile e mi gratifica. Il “dolce” far niente invece mi porta in un circolo vizioso in cui meno faccio, meno avrei voglia di fare. Mi sento spenta, e inutile.
Grazie al cielo Natale è passato, e da domani tra ripetizioni e sporadiche uscite forse riuscirò a ingannare il tempo nei giorni che mi separano dalla mia partenza per Londra.
Ecco, il 4 gennaio per me sarà come dovrebbe essere il Natale: un giorno che aspetto con ansia, il cui solo pensiero mi rende felice e mi toglie il respiro.
Sia chiaro, non ho passato un “brutto” Natale, ma è stato estremamente noioso e deludente, per nulla sentito e forse reso più amaro dalle aspettative infrante che mi ero fatta negli scorsi anni (anzi, forse era meglio dato che studiando un senso a quella giornata lo davo).
Spero però che voi abbiate vissuto questo giorno in serenità, assieme ai vostri cari, in un’atmosfera calda e felice e con tanto amore.
Auguri.