Ed ecco l’ultima puntata della saga olandese :).
Il nostro terzo giorno ad Amsterdam è stato bellissimo (non che gli altri non lo siano stati, ma il terzo mi è piaciuto particolarmente): per prima cosa, dopo aver fatto colazione nella nostra bakery di fiducia (e per confermare ciò che ho esposto nel post precedente riguardo al gusto del kitsch olandese, beccatevi una specialità della casa: il Tiger Broot, alias il “Pane tigrato”, è il primo al centro a sinistra, purtroppo non si vede bene ma era maculato!):
abbiamo fatto un giro in barca per i canali della città (ricordatevi, anche la
Canal Cruise è convenzionata dalla Iamsterdam card)
in cui abbiamo visto tra le tante cose anche:
lo
Science Center Nemo (il cappuccio non era voluto perchè fa Yo Yo, ma perchè faceva freddo e pioveva :P)
e un
kitschissimo ristorante cinese galleggiante
Dopo, siamo andati a vedere la
casa di Rembrandt:
e il pomeriggio abbiamo visitato
De Hortus (anche questo convenzionato dalla card), l’orto botanico di Amsterdam, in cui sono riprodotti ben 7 climi diversi e ci sono tantissime piante meravigliose, molte delle quali totalmente assenti in Italia-
Questa è una foto che ha fatto Fede che ritrae una libellula bellissima!
(la foto pirla alla Robinson Crusoe non poteva mancare)
E poi, siamo stati all
‘Artis Zoo (questo non convenzionato, ma nella guida dataci con la Iamsterdam card c’erano due buoni che fornivano il 25% di sconto: costa 18 euro a persona, e comunque in due anziché 36 euro ne abbiamo spesi 28), splendido e gigantesco, con moltissime sezioni (c’erano anche un acquario e un insettario – in cui c’era questo fighissimo insetto foglia/stecco:
oltre a quelle “classiche”)!
Ecco qualche bestiolina.
Una suricata che era un po’ il Ciccio spot della situazione:
Questa foto Fede l’ha intitolata “Una foca, e un leone marino” -_-
Un Rafiky!
Un Pingu
In ogni caso, la sezione più bella dell’ Artis Zoo è stata sicuramente
“Il giardino delle farfalle”, un’ area riservata totalmente a farfalle di ogni dimensione e di ogni colore, bellissime e che ci volavano ad un palmo di naso, sembrava di essere in un giardino fatato!
Grazie al cielo Fede è bravo a fare le foto, che se dovevo farle io stavamo freschi :P
E la sera, abbiamo scoperto una catena di ristoranti take away fighissima che ci ha creato l’ennesima dipendenza:
Wok to Walk! Mangiare cinese (senza glutammato di sodio) nei cartoni pret a porter come nei film americani,non ha prezzo:
E poi ci siamo dati ad un’altra meravigliosa schifezza, la
Fanta Cassis, una fanta al mirtillo chimicissima e dolcissima al momento inesistente in Italia (notare come il mio colorito nelle foto è sempre più paonazzo):
e la sera ho portato Fede sulla via della perdizione convincendolo a prenderci un
Chupa Chups alla ganja in uno dei tanti negozietti per turisti (MA…Thc free, nonostante la mia faccia che volutamente dice:
TRASGRESCIO” -_-):
Il quarto giorno la mattina verso le 10 abbiamo preso il treno da Amsterdam Central e siamo andati ad
Harleem, un paesino davvero grazioso in cui finalmente siamo riusciti a vedere un mulino a vento, l’
Adrianne Windmill!
La piazza principale di Harlem
Io che mi spupazzo un gatto Harlemese
E…Solo noi, ad Harleem, potevamo trovare l’equivalente olandese di “Moreno, dove tutto costa meno”:
Xenos! In cui abbiamo trovato una cosa che sia io che Fede desideravamo da millenni…
Un portabanana :P (non scherzo)!
Poi siamo tornati ad Amsterdam verso metà pomeriggio, e siamo stati a
Spui e abbiamo finalmente ceduto al comprare qualche cagata (tipo, Fede si è preso 55 bulbi di tulipani olandesi, e io fino al giorno della partenza sono stata combattuta sul prendere o meno delle ciabatte a forma di zoccolo muccate con su scritto “Holland”…Fate voi…-_-’)
Il quinto e ultimi giorno avevamo il volo alle 17.20, e tra una cosa e l’altra l’abbiamo passato cazzeggiando davanti a ristoranti pseudoitaliani dalle insegne dalla dubbia ortografia, come questa
“Pizzaria”
dentro negozi di giocattoli (in cui Fede mi ha preso un altro di quei minipony in bustine che costano 50 centesimi, e indovinate cos’è uscito? Un pony arancione olanda che si chiama “Diva”. Aspetto il pony Nerd, mi raccomando Fede, ci conto!) e non solo (tipo, beccatevi Fede fashion icon che ha già previsto e lanciato la moda dei cardigan)
e facendoci l’ultima passeggiata per la città, dando un’occhiata al volo all’
Amsterdam History Museum (fuori dal quale c’erano piantate nel terreno delle magnifiche testoline: come non fare il confronto con la mia?)
ed entrando nel
Begijnhoff, una sorta di cittadella in cui si trovavano delle suore, ma che ora è abitato da religiose, solo ed esclusivamente donne (questa è l’entrata, all’interno non si potevano fare foto)
Poi, alle 5.20, ohimè, c’era l’aereo, ma dato che siamo arrivati all’aereoporto di Shipol con largo anticipo, una capatina da
Starbucks per un frappuccino cioccolatoso era d’obbligo (goduriaaaa)
E qui (finalmente, direte voi :D) si conclude definitivamente il mio resoconto di questa bellissima vacanza. Amsterdam è una città che consiglio a tutti, ma soprattutto vi consiglio di visitarla con lo spirito giusto :)!
A presto!