Cannabis Street

Posted by Chiara | , | Wednesday 1 September 2010 11:33 pm

Prof: “Bene, mi legga questo passo”
Ceddy: “Nel suo aspetto tal dentro mi fei,
qual si fé Glauco nel gustar de l’erba
che ‘l fé consorto in mar de li altri dèi.
Trasumanar significar per verba
non si poria; però l’essemplo basti
a cui esperienza grazia serba. ”
Prof: “Bene, di che si parla?”
Ceddy: “Dante non potendo esprimere a parole ciò che gli provoca la visione del paradiso, usa similutudini tratte spesso dalla mitologia, come questa tratta dal mito di Glauco”
Prof: “Bene. Che ha fatto Glauco?”
Ceddy: “Ha mangiato un’alga marina e si è trasformato in una divinità, così Dante allo stesso modo si sente pervaso e parte del paradiso”
Prof: “Sa che c’è una studiosa famosissima americana che ha ipotizzato che l’alga marina di Glauco fosse della cannabis? E che ha ipotizzato che Dante ne facesse uso?”
Ceddy: “Beh, si spiegherebbe come ha fatto a vedere il paradiso”

*gelo*

Tre anni…

Posted by Chiara | | Friday 27 August 2010 9:54 am

…E non ci siamo ancora uccisi :D!


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Surprised Kitty

Posted by Chiara | | Thursday 26 August 2010 3:33 pm

Sì, quando impazzisco dal ridere per video come questo mi ricordo di essere anche una femminuccia che impazzisce per i pony, gli arcobaleni e i gattini.

Aggiornamenti miscellanei

Posted by Chiara | ,,,,,, | Monday 23 August 2010 5:39 pm

-Fefyna compie gli anni, e li compie alla grande assieme al suo fetino (che le sta facendo venire la pelle più bella del mondo)
-La Manu si sposa sabato
Questi primi due punti sono l’unica cosa bella ed importante di parlerò in questo post :D! Non mi dilungherò, ma io, che nella mia mente malata vedo i bambini come una malattia sessualmente trasmissibile e il matrimonio come la tomba dell’amore, della passione e dopo poco, anche degli sposi stessi, casco dal pero vedendo come queste due cose possano essere meravigliose e vissute al momento giusto, ovvero con una serenità e con una naturalezza tali da suscitare solo gioia e commozione.
Insomma, c’è una futura mamma che compie gli anni, e una futura sposina che a breve coronerà il suo amore: non posso solo che augurare ogni bene a queste meravigliose fanciulle, e confessare, sotto voce, ma sotto sotto voce, che spero prima o poi di vivere anche io in questo modo queste fasi così importanti della vita.
E ora, fine momento lacrimuccia, veniamo alle cazzate sparse.
-Sono agli sgoccioli con gli esami, e questo non fa altro che accrescere la mia isteria e la mia stanchezza. Tutti temevano e sapevano che questo momento sarebbe giunto, e ora che è arrivato si è scatenato il panico più totale. Vi lascio immaginare cosa potrebbe succedere se qualcosa dovesse andare storto (GIACOBBOOOOOO!!!).
-Ho definitivamente capito che l’insegnamento nelle scuole superiori (le medie non mi sono mai azzardata a prenderle in considerazione, dato che è risaputo che quello è il periodo in cui ogni essere umano tira fuori il peggio di sè) non fa per me, per il semplice fatto che sono diventata allergica agli adolescenti. Ok fare un po’ di ripetizioni, ma dopo il tremendo calo dell’entusiasmo iniziale, ho realizzato che se dovessi fare 6 ore al giorno, 6 giorni su 7, in compagnia di ragazzini in piena tempesta ormonale ed emotiva, perennemente 15 enni, mentre io invecchio e perdo pazienza, forze ed energia, impazzirei, e diventerei come una di quelle insegnanti stronze e frustrate che trattano malissimo i ragazzini in preda al loro rancore e alla loro intolleranza (un momento, ma io sono già così! GIACOBBOOOO!!!). Insomma, sarebbe una storia troppo inflazionata, preferisco, che so, diventare la donna cannone di un circo oppure girare un remake di Quarto Potere con un cast costituito esclusivamente da mucche, ma essere serena e non farmi venire il fegato marcio ogni volta che devo andare al lavoro.
-Sono stata ripetutamente punta da insetti provenienti dal pianeta degli Ultracorpi. Ora sono piena di bubboni in cui credo si stiano formando degli embrioni alieni (GIACOBBOOOOOO!!!) e mi preparo all’avvenimento guardando Alien VS Predator.
-Ieri mi sono messa un vestito comprato nel mio primo raptus di follia compratrice compulsiva, e tutte le volte che lo guardo capisco che il confine che separa lo shopping dal Lexotan è davvero tanto, tanto sottile (GIACOBBOOOOO!!!!). Questo mi fa pensare.
-Tra me e Fede tutto bene: lui è laureato, disoccupato e bucolico più che mai, dato che sta trasformando il suo giardino in una giungla amazzonica in mancanza di altre cose da fare
-Siamo in pausa teatro, ma non vedo l’ora del prossimo spettacolo perchè avremo dei costumi strafighissimi
-Sto scoprendo e riscoprendo determinate persone, e son felice, perchè quello che ne sta venendo fuori mi piace, e pure un sacco.
E, mescolando tutte queste cose, incredibile ma vero, ho realizzato pure di essere felice. O meglio, è una consapevolezza a cui faccio caso in base ai periodi che sto vivendo, ma ci sono dei momenti in cui ci penso proprio alla mia situazione, e…POFF. Esplosione si soddisfazione e gioia.
Insomma, l’avete capito tutti, sono in PMS.
Potrei non scrivere per un po’ come potrei scrivere un post al giorno, dipende da come vanno le cose: so solo che settembre sarà un mese molto, mooooooooolto duro, anche se da una parte son contenta del suo avvento perchè ho una tremenda voglia di autunno, foglie rosse, aria frizzantina e tè caldi farciti di chiacchiere.
Vi saluto con questo video che mi sta facendo ridere come una demente.

Once upon a time…There was a roasted chicken…

Posted by Chiara | | Friday 20 August 2010 10:31 pm


From Fumetti

Per chi non credeva alla sua esistenza…

Posted by Chiara | , | Monday 16 August 2010 4:55 pm

…Miscredenti.


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How to create a Zombie Barbie

Posted by Chiara | , | Thursday 12 August 2010 10:03 am

Anche se una volta tornata dalle vacanze sono stata traumaticamente fagocitata dai miei doveri (ok ok, c’è di peggio, ma il cazzeggio era taaaanto bello), il tempo di fare qualche cagata comunque lo trovo sempre (ne porto avanti diverse in parallelo ma non riesco mai a finirle tutte assieme, come le ficcYne o i fumetti, me lassa, tapina et misera), dunque eccovi la mia ultima creazione, questa volta accompagnata da un tutorial e pure bilingue (come quella del Flying Spaghetti Monster: sì, questo vuol dire che io desidero condividere con il mondo intero solo le mie cazzate hand-made strappandole al traduttore automatico di Google): come creare una Barbie Zombie!!!
Diciamocelo: anche se da bambine poteva sembrarci un sogno poter essere come lei, dall’adolescenza in poi la maggior parte di noi soloinvidiose ha sempre visto Barbie come l’incarnazione dello stereotipo della donna che tutte invidiavamo, quella sgnacchera, scema, bionda e svampita che chissà come mai però faceva sempre lavori superfighi come l’astronauta o la veterinaria, in barba alla meritocrazia, vero?
Bene. E ora, da rosicona, nana e mora che sono (insomma, la versione cattiva della Puffetta, che tra l’altro era la versione originale), mi sono chiesta che cosa sarebbe nato da una collaborazione tra la Mattel e Romero. Ecco ciò che ne è venuto fuori.

Occorrente: una Barbie o una sua versione tarocca, colori acrilici, ombretti scrausi o pastelli scrausi pure loro, forbici, smalti se ne avete, una penna.
Tools: A Barbie or a fake one, acrylic colours, cheap eye-shadows or pastels, scissors, nail polishes if you already have them, a pen.
STEP 1: Prendete una Barbie. Io ho preso da “Moreno, dove tutto costa meno”, una versione taroccata al modico prezzo di un euro. Eccola qua prima dello scempio:
STEP 1: Buy a Barbie. The one I’ve bought comes from “Moreno, dove tutto costa meno”, and it’s a fake version of the original one, that I’ ve payed only one euro. Here it is, before the massacre:


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STEP 2: Spogliate la pupazza e staccatele la testa, per poter dipingere meglio.
STEP 2: Undress the doll and remove its head, to paint it in a better way.


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STEP 3: Preparate con gli acrilici un po’ di azzurrini, dalla tonalità Avatar, a quella Grande Puffo, a quella grigiastra da mal d’auto. E sbizzarritevi dipingendoci la pupazza. Attenzione: il colore non si stenderà bene, dato che la plastica è poco porosa e non paragonabile alla carta; il colore tenderà a scivolare via, ma meglio, più irregolarità ci sono, più realistica sembrerà la vostra wannabe cadaverina. So che ci sono dei colori apposta per la plastica, ma una passata di vernice trasparente alla fine come il flatting o robe simili fisserà il tutto (ma anche se non lo fate, chissene, dubito che vorrete bollire la vostra zombie).
STEP 3: Prepare with the acrylic coulours some shades of blue and light blue, from the Avatar one to the Great Smurf one and to the grey one that you have when you feel carsick. Then, satisfy yours whims and paint the doll with the shades created. Be careful: the colour won’t be applyed very well, because plastic is not very porous and can’t be compared to paper; the colour will tend to slip away, but it’s better, if there are a lot of irregularities on the painting, your little doll corpse will seem more realistic. I know that there are a lot of colours created on purpose for plastic, but at the end, a coat of varnish, for example flatting, will fix everything (but also if you don’t paint it with the flatting, who cares, I don’t think that you will wash or boil your zombie doll).


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STEP 4: Ad acrilici ancora freschi, io ho pucciato sopra la bambola un po’ di ombretti azzurri e grigi, ovviamente non quelli della Lancome, bensì ombretti presi dai cinesi a 4 euro per fare trucchi teatrali e cavolate come questa: si appiccicheranno all’acrilico e si “fisseranno” sulla bambola, dando un bell’effetto Alba-dei-morti-viventi compatibile. Se non avete ombretti, prendete dei pastelli, e temperatene solo la mina, in modo da fare la classica “polverina” (eddai, ve l’avranno insegnato alle elementari, no :D?), e usate quella con lo stesso procedimento. Lasciate asciugare.
STEP 4: While the acrylic colours were still fresh, I’ve put on the doll a little bit of blue and grey eye-shadows, obviously not the Lancome ones but eye-shadows payed 4 euro in chinese shops and bought to create theatrical make-ups or stupid things like this: the colours in this way will be joined to the doll, giving a nice dawn-of-the-living-dead effect. If you don’t have cheap eye-shadows, take some pastels, and sharpen only the lead, in order to make a “coloured dust” , and use it with the same process. Let it dry.


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STEP 5: Una volta asciugati i colori, ho usato dello smalto rosso per fare il sangue: sbizzarritevi e lasciate asciugare, e intanto, fate lo step 6!
STEP 5: When the colours were dry, I used a red nail polish to make the blood: satisfy your whims and let it dry, and in the meanwhile, go to step 6!


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STEP 6: Preparate il vestito. Tagliuzzatelo, strappatelo, inzozzatelo (anche con gli ombretti/pastelli) e irroratelo di smalto/sangue.
STEP 6: Prepare the dress. Cut it, tear it up, make it dirty (also with the eye-shadows/pastels) and wet it with nail polish/blood.


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STEP 7: E ora i dettagli. Sbizzarritevi. Io ho usato lo smalto che uso per la french per rendere una pupilla vitrea, poi ho usato una penna per disegnare l’orbita mancante e fare le occhiaie e le sopracciglia, poi ho sparso sulla testa e sui capelli un altro po’ di smalto rosso che tanto di sangue su uno zombie non ce n’è mai troppo. Lasciate asciugare.
STEP 7: And now, the details. Have fun. I’ve used the same nail polish that I use for french manicure to make one pupil vitreous, then I’ve used a pen to draw a missing orbit and to draw shadows under the eyes and the eyebrows, then I’ve put on the head and on the hair a bit of red nail polish, because there’s never too much blood on a zombie :D! Let it dry.


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STEP 8: Assemblate il tutto: la vostra Barbie Zombie è pronta! Buon divertimento!
STEP 8: Assemble everything: your Zombie Barbie is ready! Enjoy yourself!


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The Dutch Chronicles: day three, day four and day five

Posted by Chiara | ,,, | Thursday 5 August 2010 7:48 pm

Ed ecco l’ultima puntata della saga olandese :).
Il nostro terzo giorno ad Amsterdam è stato bellissimo (non che gli altri non lo siano stati, ma il terzo mi è piaciuto particolarmente): per prima cosa, dopo aver fatto colazione nella nostra bakery di fiducia (e per confermare ciò che ho esposto nel post precedente riguardo al gusto del kitsch olandese, beccatevi una specialità della casa: il Tiger Broot, alias il “Pane tigrato”, è il primo al centro a sinistra, purtroppo non si vede bene ma era maculato!):


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abbiamo fatto un giro in barca per i canali della città (ricordatevi, anche la Canal Cruise è convenzionata dalla Iamsterdam card)

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in cui abbiamo visto tra le tante cose anche:
lo Science Center Nemo (il cappuccio non era voluto perchè fa Yo Yo, ma perchè faceva freddo e pioveva :P)

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e un kitschissimo ristorante cinese galleggiante

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Dopo, siamo andati a vedere la casa di Rembrandt:

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e il pomeriggio abbiamo visitato De Hortus (anche questo convenzionato dalla card), l’orto botanico di Amsterdam, in cui sono riprodotti ben 7 climi diversi e ci sono tantissime piante meravigliose, molte delle quali totalmente assenti in Italia-
Questa è una foto che ha fatto Fede che ritrae una libellula bellissima!

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(la foto pirla alla Robinson Crusoe non poteva mancare)

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E poi, siamo stati all‘Artis Zoo (questo non convenzionato, ma nella guida dataci con la Iamsterdam card c’erano due buoni che fornivano il 25% di sconto: costa 18 euro a persona, e comunque in due anziché 36 euro ne abbiamo spesi 28), splendido e gigantesco, con moltissime sezioni (c’erano anche un acquario e un insettario – in cui c’era questo fighissimo insetto foglia/stecco:

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oltre a quelle “classiche”)!
Ecco qualche bestiolina.
Una suricata che era un po’ il Ciccio spot della situazione:

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Questa foto Fede l’ha intitolata “Una foca, e un leone marino” -_-

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Un Rafiky!

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Un Pingu

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In ogni caso, la sezione più bella dell’ Artis Zoo è stata sicuramente “Il giardino delle farfalle”, un’ area riservata totalmente a farfalle di ogni dimensione e di ogni colore, bellissime e che ci volavano ad un palmo di naso, sembrava di essere in un giardino fatato!
Grazie al cielo Fede è bravo a fare le foto, che se dovevo farle io stavamo freschi :P

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E la sera, abbiamo scoperto una catena di ristoranti take away fighissima che ci ha creato l’ennesima dipendenza: Wok to Walk! Mangiare cinese (senza glutammato di sodio) nei cartoni pret a porter come nei film americani,non ha prezzo:

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E poi ci siamo dati ad un’altra meravigliosa schifezza, la Fanta Cassis, una fanta al mirtillo chimicissima e dolcissima al momento inesistente in Italia (notare come il mio colorito nelle foto è sempre più paonazzo):

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e la sera ho portato Fede sulla via della perdizione convincendolo a prenderci un Chupa Chups alla ganja in uno dei tanti negozietti per turisti (MA…Thc free, nonostante la mia faccia che volutamente dice: TRASGRESCIO” -_-):

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Il quarto giorno la mattina verso le 10 abbiamo preso il treno da Amsterdam Central e siamo andati ad Harleem, un paesino davvero grazioso in cui finalmente siamo riusciti a vedere un mulino a vento, l’Adrianne Windmill!

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La piazza principale di Harlem

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Io che mi spupazzo un gatto Harlemese

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E…Solo noi, ad Harleem, potevamo trovare l’equivalente olandese di “Moreno, dove tutto costa meno”: Xenos! In cui abbiamo trovato una cosa che sia io che Fede desideravamo da millenni… Un portabanana :P (non scherzo)!
Poi siamo tornati ad Amsterdam verso metà pomeriggio, e siamo stati a Spui e abbiamo finalmente ceduto al comprare qualche cagata (tipo, Fede si è preso 55 bulbi di tulipani olandesi, e io fino al giorno della partenza sono stata combattuta sul prendere o meno delle ciabatte a forma di zoccolo muccate con su scritto “Holland”…Fate voi…-_-’)
Il quinto e ultimi giorno avevamo il volo alle 17.20, e tra una cosa e l’altra l’abbiamo passato cazzeggiando davanti a ristoranti pseudoitaliani dalle insegne dalla dubbia ortografia, come questa “Pizzaria”

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dentro negozi di giocattoli (in cui Fede mi ha preso un altro di quei minipony in bustine che costano 50 centesimi, e indovinate cos’è uscito? Un pony arancione olanda che si chiama “Diva”. Aspetto il pony Nerd, mi raccomando Fede, ci conto!) e non solo (tipo, beccatevi Fede fashion icon che ha già previsto e lanciato la moda dei cardigan)

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e facendoci l’ultima passeggiata per la città, dando un’occhiata al volo all’Amsterdam History Museum (fuori dal quale c’erano piantate nel terreno delle magnifiche testoline: come non fare il confronto con la mia?)

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ed entrando nel Begijnhoff, una sorta di cittadella in cui si trovavano delle suore, ma che ora è abitato da religiose, solo ed esclusivamente donne (questa è l’entrata, all’interno non si potevano fare foto)

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Poi, alle 5.20, ohimè, c’era l’aereo, ma dato che siamo arrivati all’aereoporto di Shipol con largo anticipo, una capatina da Starbucks per un frappuccino cioccolatoso era d’obbligo (goduriaaaa)

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E qui (finalmente, direte voi :D) si conclude definitivamente il mio resoconto di questa bellissima vacanza. Amsterdam è una città che consiglio a tutti, ma soprattutto vi consiglio di visitarla con lo spirito giusto :)!
A presto!

The Dutch Chronicles: Day two

Posted by Chiara | | Wednesday 4 August 2010 10:00 pm

Premetto che il resoconto del nostro secondo giorno ad Amsterdam sarà pieno di foto e parco di parole, dato che in casi come questo, un’immagine vale molto di più della mia logorrea.
Vi ho già accennato che i popoli nordici hanno un amore folle per il kitsch: ebbene, io e Fede siamo arrivati a questa conclusione proprio la mattina del giorno due, in cui, dopo una salutare passeggiata a Museumplein, camminando camminando, siamo giunti in una via piena di negozi che farebbero accapponare la pelle anche a Dario Argento; ma ora basta parlare: eccovi alcune delle finissime kitscherie per cui gli olandesi vanno pazzi.
Tavolino da tè fatto di maialini imbalsamati (!!!) e cuciti tra loro e agghindati con tanto di di cappellini e zanne dorate:


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Paccottiglia sacra (effettivamente un busto papale da mettere sul tavolino di suini è un must):

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E cuscino a forma di gatto attaccato alla finestra (e c’erano anche i gatti finti penzolanti dalle case, un po’ come quando da noi a dicembre c’è un tripudio di babbi natale appesi col culo penzolante fuori dai balconi):

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Dopo ci siamo tuffati in una giornata all’insegna del sacro e del profano, passando per Dam Plaza

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e andando poi a vedere la Neue Kerk:

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e il Red Light District:

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(dove ufficialmente non c’è alcun divieto nel fare foto, ma ufficiosamente è seriamente vietato, più che altro perchè si rischia seriamente di prenderle), in cui abbiamo potuto ammirare le ragazze in vetrina; e qui, devo ammetterlo, sono rimasta un po’ delusa: le squinzie lasciavano davvero a desiderare (Fede però sostiene che le più gnocche le espongono di sera), però c’è da dire che vedersela offrire in modo così simpatico e diretto ti fa quasi sentire maleducato nel dire “no grazie” :P! Dopo però siamo entrati in un divertentissimo Sexy Shop in cui ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare (e francamente, in tutta la mia ignoranza, non immaginavo nemmeno io :P!), e poi siamo andati ad espiare il pieno di ludibrio andando a vedere la Oude Kerk, in cui c’era anche una mostra molto carina di arte contemporanea:

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Una volta usciti dalla Oude Kerk, ci siamo imbattuti nei pisciatoi più intelligenti del mondo (e qui sì, la mia freudiana invidia del pene si fa sentire, e di brutto!):

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Poi siamo andati a vedere l’Homomonument, un monumento dedicato alle persone omosessuali che hanno subito persecuzioni a causa del loro orientamento sessuale, composto da tre grandi triangoli rosa di granito sul pavimento (per chi non lo sapesse, nei campi di concentramento sulla divisa degli omosessuali rinchiusi vi veniva applicato proprio un triangolo rosa) e situato vicino alla Westerkerk.

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E pensandoci, sprofondo ancora nella tristezza: ad Amsterdam c’è un monumento, situato vicino ad una chiesa, atto ad ammonire e a non dimenticare le sofferenze subite da delle persone che hanno avuto come unica colpa l’essere sé stesse e l’aver amato, mentre qualche giorno fa, non molto lontano da dove abito, due ragazzi sono stati quasi ammazzati di botte perchè hanno “osato” baciarsi in pubblico. Riflettiamo.
Poi, siamo passati di fronte alla casa di Anna Frank, in cui non siamo entrati perchè questa volta non c’erano corsie preferenziali e…Guardate che coda :P:

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Poi siamo andati nel quartiere di Jordan:

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Poi abbiamo visto la Nordern Kerk:

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Rembrandtplein:

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e abbiamo concluso la nostra giornata cenando a Leidseplein, in cui, non chiedetemi perchè, c’era questa scultura, un evidente tributo al videogioco “Space Invaders”:

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Per oggi è tutto :)

The Dutch Chronicles: Day One

Posted by Chiara | ,, | Tuesday 3 August 2010 11:17 pm

Mentre la sottoscritta sta facendo la muta della pelle solo ed esclusivamente sul naso, eccovi la cronaca (più o meno) dettagliata del nostro primo giorno in Olanda.
Giovedì siamo partiti da Malpensa alle 7.20 con Easy Jet, in compagnia di diverse comitive di tamarri (e qui lo dico e lo ripeto: donne, diffidate dai ragazzi che hanno le sopracciglia più sottili delle vostre!) che stavano elaborando piani malefici per far credere ai genitori di aver visto i musei (tipo andare a raccogliere per terra i biglietti usati da mostrare ai malcapitati familiari -non scherzo-) anziché essersi stonfati di canne tutto il tempo, e dopo un’ora e mezza di volo relativamente tranquillo siamo atterrati (non senza, ohimè, il classico maccheronico applauso misto urletti da parte dei sovracitati homines tamarrones) all’aereoporto di Schipol.
E qui, se avete voglia di entrare veramente nei musei e di non limitarvi a raccogliere la loro immondizia, vi consiglio per prima cosa di fare la Iamsterdam card, una carta che può valere, a scelta, 24, 48 o 72 ore e che vi permette di entrare gratis o con considerevoli sconti in quasi tutti i musei della città e non solo. Io e Fede abbiamo fatto quella da 72 ore per un costo di 58 euro a persona, e facendo due calcoli il risparmio è stato considerevole, inoltre vale anche per i trasporti quindi oltre a non avere lo sbattito di farvi sempre il biglietto prima di prendere il tram (perchè per quello che ho visto ad Amsterdam non esistono bus, ma solo tram elettrici, cosa molto positiva per l’ambiente). Con la Iamsterdam card vi daranno in allegato una guida, decisamente molto comoda, che vi parla dettagliatamente di tutti i luoghi per cui la Iamsterdam card offre dei vantaggi in termini di risparmio, e che contiene dei buoni sconto per locali, ristoranti, musei e altre cose, che valgono invece per un anno (cosa moooolto buona, dato che io e Fede stiamo già pensando di tornarci un paio di giorni quest’inverno). Poi, siamo andati a posare le valigie nella guest house in cui abbiamo alloggiato, che si trova vicinissima a Museumplein (aka: zona musei), e poi siamo partiti in vista di nuove mirabolanti avventure.
Ecco uno scorcio di Museumplein:


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Per prima cosa, siamo andati al Van Gogh Museum, davanti al quale c’era una fila chilometrica ma per cui, grazie al cielo, c’è la corsia preferenziale per chi possiede la Iamsterdam Card.
Ecco cosa ci siamo schivati:

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Che dirvi? E’ bellissimo. Vedere dal vivo quadri di artisti che si sono studiati sempre e solo sui libri è sempre un’emozione unica, perchè ci si rende conto come non mai che l’arte è un qualcosa di concreto e di tangibile, fatto di tela, di croste di colori ad olio e di tutto il movimento emotivo che vi si è materializzato dentro. Stupendo. Poi naturalmente non vi erano esposte solo opere di Van Gogh, ma anche di altri artisti a lui contemporanei, e questo è stato molto utile nel vedere quanto l’uno influenzava gli altri e viceversa, ed inoltre l’esposizione permanente del museo è disposta in modo tale da far vedere l’evoluzione, sia cronologica che influenzata dal punto di vista topografico, dell’arte di un artista che doveva essere meravigliosamente fuori di testa (e che era a mio avviso terribilmente somigliante al Rorschach di Watchmen -ehm-).
Dopo è toccato al Rijksmuseum:

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dove abbiamo potuto ammirare dal vivo la famosissima “Ronda di notte” di Rembrandt (di cui abbiamo anche visto la casa, ma se ne parlerà dopo) e altri capolavori dell’artista olandese, e sì: ho fatto la brava, e non ho dilapidato capitali in souvenir/cagate (almeno…non il primo giorno), perchè io stessa mi sono resa conto di non avere un impellente bisogno di avere una maglietta con l’autoritratto bimbominkia di Rembrandt con la bocca a culo di gallina o le presine da cucina con stampati sopra i Girasoli di Van Gogh (ho potuto constatare che, oggetti sminchioli da giftshop a parte, in Olanda c’è un gusto ed un amore per il kitsch pazzesco, ma di questo ne parlerò meglio nel giorno due), ma confesso che come sempre la tentazione è stata forte.
Poi, abbiamo preso da mangiare nell’equivalente olandese dell’Esselunga: il supermercato Albert Hejin, catena diffusissima e con una sezione di tramezzini, macedonie, insalate etc etc “ready to go” che ci ha salvato alimentarmente parlando le chiappe diverse volte (ok tutto, ma non fatevi venire in mente di farvi spennare stomaco e portafoglio nei ristoranti della zona fighetto-commerciale nel cuore della città). Ora che mi viene in mente, attenzione: in un sacco di posti non si accettano carte di credito diverse da quelle vecchie olandesi, specialmente la Visa, infatti io, che con la mia Postepay credevo di avere il mondo in mano, purtroppo mi sono dovuta ricredere, anche se mi sono rifatta nei giorni seguenti (chissà perchè i negozi di paccottiglia le carte di credito le accettano TUTTE). Però ecco, portatevi dietro un po’ di contanti, che in posti insospettabili come l’aereoporto, i supermercati (tutti), i Burger King e altri ristoranti take away, le vostre carte di credito non si possono usare.
Dopo siamo andati a visitare il Diamond Museum, in cui abbiamo visto dei diamantozzi grossi quasi quanto la mia testa (leggasi: ABNORMI) che da soli potevano sfamare con il loro valore circa tre quarti dei paesi del terzo mondo e dei simpatici signori che lavoravano davanti ai nostri occhi le preziose pietrozze sfaccettandole e levigandole arricchendole ulteriormente di valore.

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Poi, è successa una cosa particolare: una volta usciti dal museo, appena davanti all’ uscita, ho visto per terra qualcosa di sbrilluccicoso; inizialmente ho pensato ad un coccio di vetro, ma poi guardando meglio ho visto che si trattava di un diamantino. Ovviamente, le possibilità che sia un diamante vero sono una su un triliardo (c’era un gift shop pienissimo sì di diamanti, ma anche di cose in cristalli Swarovski, quindi se non è uno zircone caduto da una coroncina di una Barbie principessa olandese è più probabile che si tratti di uno swarovskino), ma per sicurezza poi lo portiamo da un amico gioielliere del papà di Fede per farci dire che cos’è e per toglierci la curiosità: vi aggiornerò (se sarà uno zirconcino lo metterò sulla coroncina del mio nuovo pony, ma di questo parlerò nel giorno 5 :D). Infine, abbiamo passato il tardo pomeriggio e la serata nel bellissimo Vondel Park, un parco meraviglioso di dimensioni gigantesche in cui si può fare (e si fa) praticamente di tutto: dai pic nic, alle grigliate, al jogging, al consumo sfrenato di marjuana con gli amici, al ballare e al suonare i bonghi (sì, questa fa molto Parco Sempione), al passeggiare in tutta tranquillità con il cane: ma non fatevi ingannare dalla massiccia presenza della ganja; Vondel Park è un posto sicuro, spesso controllato e sorvegliato da una costante ed attenta polizia.
Ecco la sottoscritta nel parco, vestita in maniera ridicola ma assurdamente comoda: ok, dato il clima freschetto ho dovuto abbandonare quasi subito i pantaloni bracaloni da sultano con l’acqua in casa, ma la mia felpina di Nightmare Before Christmas è stata la mia salvezza:

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Dato che quella mattina ci siamo dovuti alzare alle quattro, per essere in aereoporto ad un orario check in compatibile, la sera niente follie, ma a nanna presto per affrontare un altro giorno da turisti finti non italiani :).
Presto la continuazione (con più foto, e più idiote, ma il primo giorno avendo girato praticamente solo musei non abbiamo potuto farne tante), spero comunque di esservi utile con questa mini recensione nel togliervi eventuali dubbi o curiosità per un potenziale viaggio nella terra dei mulini a vento!

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