Bojack Horseman

bojack horsemanGrazie alla cara vecchia Netflix sono diventata grande appassionata di Bojack Horseman, cartone animato realizzato per la mia spacciatrice di serie TV e film preferita e disegnato dalla fumettista Lisa Hanawalt. Ciò che mi piace maggiormente di questo cartone non è lo humor o il cinismo che lo permea, ma il senso di straniamento che provoca. L’universo di Bojack Horseman infatti è popolato sia da esseri umani che da animali antropomorfi che, per quanto siano in tutto identici alle persone tranne che per le loro fattezze, mantengono comunque un minimo dei tratti della loro specie di appartenenza, creando a volte situazioni grottesche.

bojackIl protagonista, Bojack, è una ex stella della televisione che ha fatto moltissimo successo negli anni ’90 con una serie televisiva intitolata Horsin’ Around (che richiama molto serie come Genitori in Blue Jeans et similia), per poi vivere di rendita in una villa lussuosa oberato di frustrazioni personali e lavorative che annega con alcool, droghe e sesso occasionale. Stanco del continuo ristagno professionale Bojack dunque accetta il suggerimento della casa editrice Penguin Books (ovviamente popolata solo da pinguini) di assumere Diane Nguyen, ghost writer di origini vietnamite, per scrivere la sua autobiografia e tornare alla ribalta come personaggio pubblico.

La serie, al momento composta da due stagioni e con una terza in arrivo, parlando del rilancio mediatico di Bojack, tramite anche una serie di flashback riguardanti la sua infanzia fa capire allo spettatore che cosa ha portato Bojack ad essere come è: un cinico stronzo disilluso da tutto e da tutti che ha buttato all’aria ogni occasione per raggiungere la felicità vera e incapace di provare un appagamento duraturo dai successi che la vita gli ha offerto. Non c’è alcun tipo di redenzione per il protagonista, che non cambia anche se ad un certo punto inizia ad acquisire una maggiore consapevolezza di sé e ad intraprendere un percorso di crescita personale (sebbene sia ormai più che cinquantenne), durante il quale ci si prende gioco di tutti i cliché di Hollywood e del mondo dello spettacolo.

sarahlynnNe sono un esempio l’ex bimba prodigio Sarah Lynn, figlia adottiva di Bojack in Horsin’ Around, che richiama nella storia e nelle fattezze Lindsay Lohan. Sarah Lynn diventa un idolo della musica pop negli anni 2000 scatenandosi in promiscuità varie per poi ritrovarsi, nei suoi trent’anni, drogata e alcolizzata. Altri esempi sono i presentatori dei vari programmi di gossip, che vengono dipinti come tutti uguali ed indistinguibili e conosciuti come “Some girl” o “Un tipo alla Ryan Seacrest”.

Tra una comicità surreale, in cui lo srittore J.D. Salinger ha finto la sua morte per lavorare in un negozio di biciclette e di cui tutti ricordano solo “Il giovane Holden”, e in cui lo spacciatore di droghe più quotato è il Dottor Hu, nome che causa numerosi fraintendimenti a gag tragicomiche, il sentimento che traspare maggiormente da Bojack Horseman è sempre e comunque quello di amarezza ed insoddisfazione. Non si arriva ad essere empatici con Bojack, tantomeno a compatirlo, ma si prova un senso di impotenza davanti alla totale incapacità del protagonista di uscire dalla sua condizione di eterna infelicità, i cui pilastri sono stati comunque posti da una madre che non lo ha mai voluto e che glielo ha sempre rinfacciato ed un padre alcolizzato e a sua volta frustrato.

maxresdefaultfIl cast di attori che doppia i personaggi della serie è eccellente, tra cui figurano Will Arnett, Aaron Paul e Alison Brie per i personaggi principali ma anche Olivia Wilde, Lisa Kudrow e comparse che interpretano sé stesse quali Daniel Radcliffe, Lance Bass e Margo Martindale (la quale finirà anche in carcere per aiutare Bojack finendo in cella con le protagoniste di “Orange is the new black”).

Apparentemente demenziale ed ironico e simile a cartoni come “I Griffin” o “I Simpson”, Bojack Horseman è una commedia drammatica intrisa di black humor, in cui si affrontano anche tematiche come la morte, la malattia, la depressione e le dipendenze psicologiche e non: è questo il suo punto di forza, ma anche la ragione per la quale questa serie va vista nel momento giusto e con lo spirito giusto.

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