Ragazzi miei. Ragazzi miei. Che bello. Che bello! Varese questo week-end è diventata un arcobaleno, dando ai suoi abitanti e non solo la possibilità di assistere e di contribuire alla creazione di un pezzo di storia, ossia il primo gay pride nella storia della città (QUI trovate la mia intervista a Giovanni Boschini, portavoce degli organizzatori del Varese Pride). Le cose non sono state semplici, sia chiaro: il comune ha negato il patrocinio, il percorso della parata è stato cambiato tre giorni prima dell’evento ma la determinazione e la felicità che sono state alla base di questa manifestazione hanno garantito un vero e proprio happy ending! Read more Somewhere over the Rainbow, a Varese
La graphic novel è un vero e proprio genere letterario e, in quanto tale, ha il merito di proporre al pubblico ogni tipo di tematica; quella di cui vi voglio parlare oggi, “Alice nel mondo reale”, parla di cancro, per la precisione di cancro al seno, uno dei più grandi spauracchi della salute femminile, e parte a trattarlo da un motto che afferma “La vita dopo il cancro non è più la stessa…Ma in fondo, è quasi uguale“.
In questo post oggi vorrei parlare di fotoritocco, ma in un’accezione diversa da quella con cui spesso se ne parla, riguardante ad esempio le riviste di moda o i giornali patinati. Vorrei parlare di fotoritocco “fai da te”, ovvero mirato ad esempio a foto da mettere su social network come Facebook o Instagram, spesso utilizzato dalle webstar ma che sta prendendo sempre più piede anche tra le persone comuni.
Esco dal breve torpore blogghistico per dare i miei due cent riguardo
The Big Bang Theory (BBT per fare prima) è ormai diventata una serie televisiva molto amata e conosciuta a livello globale, la quale a mio avviso ha come merito, oltre all’aver sdoganato l’attualità del “smart is the new sexy”, di aver esplorato molte sfere della sessualità portando sul piccolo schermo e cospargendoli di sagace ironia temi come l‘asessualità, l’omosessualità o l’essere queer (termine che spiegherò in soldoni e approssimativamente con il non rientrare nelle definizioni principali di etero, omo o bisessualità).
In questa atmosfera di fremito generale per l’imminente uscita al cinema di Civil War -e dato che appartengo spudoratamente al “Team Cap”- oggi in questo post vorrei approfondire un po’ le origini e la storia di Captain America, nella mia opinione uno dei più interessanti personaggi della Marvel Comics, considerato soprattutto il suo stretto legame con la storia al di fuori del fumetto ed il suo essere stato un vero e proprio fenomeno di costume. Perciò chi è, e quando nasce “Cap”?
Scrivo questo post ispirata dal docu-film tratto dall’omonimo romanzo di Timur Vermes, “Lui è tornato”, che potete trovare su Netflix e che sarà al cinema fino a stasera, in cui si parla di un misterioso e “magico” ritorno di Adolf Hitler che si risveglia nella Berlino del 2014 e che tra fraintendimenti, risate ed interviste alquanto discutibili, trova nei giorni d’oggi un terreno estremamente fertile per lastricare la strada di un potenziale quarto Reich (seriamente guardatelo, è proprio un bel film).

Chiara Ceddia - Dal Monstrum al Mythos: Percorsi eziologici del mito tra teratologia e dismorfologia