22.11.63

In questo post (NON spoiler-free) voglio parlarvi di 22.11.63, serie televisiva tratta dall’omonimo romanzo di Stephen King che può vantare tra i suoi produttori J. J. Abrams e Stephen King ma, soprattutto, la splendavigliosa presenza di James Franco.

Ecco, prima di cominciare a parlare della serie, dedichiamo qualche riga a questo meraviglioso essere umano: James Franco penso che sia universalmente conosciuto per i suoi impegni umanitari, per il suo partecipare strenuamente alle battaglie per l’ottenimento e la tutela dei diritti LGBT e per l’essere anche un bravissimo attore. E’ inoltre un americano atipico, in quanto molto influenzato dalle esperienze che ha fatto in Europa, il cui atteggiamento artistico può essere riassunto dalla seguente discussione avuta con i miei amici Roberta e William mentre mangiavamo del gelato in coppetta.

Io- “James Franco è bello e bravo!”
William- “Sì, ma se la mena a livelli cosmici! Sai cosa farebbe James Franco se fosse qui con noi?”
Io-“No, cosa?”
William- “Direbbe – ehi, state zitti, aspettate e *prendendo un cucchiaino e spatasciandoci il gelato*” Ecco la mia nuova opera d’arte: la intitolerò SPOON! Poi farebbe una foto, la metterebbe su twitter facendo impazzire il web e venderebbe il tutto per milioni di dollari”.
*risate generali*
William-“E sapete una cosa? Una settimana dopo, sempre su Twitter scriverebbe: Presto un biopic di SPOON!”

Dunque, fatta questa premessa, capirete perché tutte le volte che mi apprestavo a guardare un episodio mi riferivo alla serie usando metonimicamente l’espressione: “Guardiamo una puntata di James Franco?”

Ma ora basta parlare di attori per cui ho una cotta, veniamo alla serie: come anticipavo nell’introduzione, 22.11.63 è tratta da un romanzo di Stephen King (che purtroppo ammetto di non aver letto, pur amando tanto l’autore e avendo letto tanti suoi libri con cui argomenterò il post) ed è composta da 8 episodi che vedono come protagonista l’insegnante Jake Epping, il quale scoprirà la presenza di un varco spazio-temporale che gli permette di essere condotto nell’ottobre del 1960 e che sfrutterà per impedire l’assassinio di J.F.K.

22.11.63 è una serie anche dal punto di vista registico e stilistico profondamente segnata dall’influenza di Stephen King ma anche di James Franco, che ne ha diretto alcuni episodi. E’ sicuramente avvalorata da un cast veramente eccezionale e, per quanto riguarda la trama, vi si possono trovare molti tòpoi della narrativa di Stephen King, tra i quali:

  • 112263_new1L’insegnamento: Stephen King è stato professore di lettere in una scuola superiore nel Maine, cosa che lo accomuna con Jake Epping, a sua volta insegnante nello stesso stato. L’esperienza scolastica di Stephen King è spesso ravvisabile nelle sue opere, il che gli ha permesso di descrivere in modo competente e delicato determinate realtà, come succede anche ad esempio nel romanzo “Carrie”, ma anche di descrivere insegnanti più cupi come Jack di “Shining”. Epping, come King, ha un grande amore per la letteratura e cerca di infondere ai ragazzi un senso di curiosità e critica, e nella serie vengono menzionate anche opere letterarie come l'”Odissea” o il “Giovane Holden”. Inoltre Epping lavora anche alle scuole serali mirate al recupero degli anni scolastici degli adulti lavoratori, ed è proprio in questo contesto che conosce il bidello Harry, di cui sostiene e incoraggia il talento letterario.
  • downloadI bambini, la solidarietà infantile e il bullismo: Ricollegandosi alla tematica precedente, anche in 22.11.63 è molto presente il tema dell’infanzia, specificamente per quanto riguarda il personaggio di Harry, la cui famiglia è stata sterminata la notte di Halloween del 1960 e che Jake re-incontrerà da bambino. Harry è un ragazzino timido che subisce bullismo da parte dei suoi coetanei, essendo vittima di umiliazioni crude e spietate come solo quelle dei bambini sanno essere. Stephen King nelle sue opere parla della tematica del bullismo molto spesso, come in “IT” con la banda dei Perdenti, in “Carrie”, o nel racconto “Il Corp”o della raccolta “Stagioni diverse”, ma la collega spesso anche alla solidarietà infantile, che spesso è tra piccoli ma anche da parte degli adulti. In 22.11.63 la solidarietà è rivolta ad un Harry bambino, con la consapevolezza dei traumi ricevuti e degli sforzi che farà per raggiungere i grandi, piccoli traguardi della vita come il diploma.
  • screen-shot-2016-03-07-at-111440-pmpngLa violenza sulle donne: Negli scritti di Stephen King questa è una tematica che viene descritta e denunciata molto spesso. In 22.11.63 è ravvisabile in diverse donne, tra cui la madre di Harry, Marina Oswald, moglie di Lee Harvey Oswald, che deve subire l’instabilità psicologica di quello che poi passerà alla storia come l’assassino di Kennedy, ma soprattutto Sadie, di cui Jake si innamora (anche in questo caso, “galeotto fu il libro…”) e che è vittima delle atroci perversioni e deviazioni del marito. Sadie e Jake arriveranno ad uccidere l’uomo per legittima difesa, il quale però prima sfregerà Sadie deturpando la sua grande bellezza, che tuttavia rimarrà sempre immutata agli occhi di Jake, anche quando tornerà nel futuro e troverà Sadie ormai molto anziana. Altri romanzi di Stephen King che trattano questa tematica sono “IT”, in cui il personaggio di Beverly è prima vittima degli abusi di un padre violento e poi successivamente del marito, che ha le stesse caratteristiche del padre, o “Shining”, in cui Wendy subisce la tortura psicologica della follia sempre crescente del marito Jack, o in particolar modo in “Notte Buia, niente stelle”, in cui si parla dell’assassinio di una donna di nome Arlette da parte del marito.
  • 112263-ep66La denuncia contro il razzismo: Questa tematica si concretizza tramite il personaggio di Miss Mimi, bibliotecaria di colore della scuola dove Jake andrà a lavorare negli anni ’60. Jake, progressista figlio dei nostri tempi (e la cui ex moglie è mulatta), si rivolge tranquillamente a Miss Mimi offrendole un caffè, cosa che fa rabbrividire gli alunni e gran parte del personale scolastico poiché un uomo, bianco, si è offerto di fare qualcosa per una donna, nera. La realtà razzista degli anni ’60 è anche descritta mostrando ad esempio le divisioni dei servizi igienici, separati per bianchi e neri. Questo tema ricorre anche in opere come “Il miglio verde”, in cui John Coffey è un facilissimo capro espiatorio per l’uccisione di due bambine specialmente per il colore della sua pelle, o ancora in “IT” con il personaggio di Mike, unico ragazzino di colore del quartiere che per questo subirà angherie di ogni tipo spinte da odio razziale.

Tutto questo ambientato nell’ottimismo degli anni ’60, con le sue stridenti contraddizioni ma anche pieno di lati positivi. In 22.11.63 infatti questi anni appaiono come un periodo spensierato e pieno di fiducia nel futuro, in cui il cibo è ottimo perché ha un sapore diverso e più genuino rispetto a quello che si mangia oggi, dove gli uomini sono sempre ben rasati e in completo e le donne bevono frullati alla frutta nei Diner con indosso abiti colorati e gonne ampie e svolazzanti. I cambiamenti in nuce, come la televisione, l’ascesa politica di Kennedy, il germe delle lotte per i diritti delle donne e delle persone di colore, si inseriscono perfettamente nella storia, non limitandosi a fare da contorno alla serie ma compenetrandola e dandole molti valori aggiunti, che si sovrappongono al potenziale umano e fantastico che caratterizza la missione di Jake.

Questo per dirvi…Se avete tempo e voglia, guardate anche voi una puntata di “James Franco”. Non ne ve pentirete. E io con la coda tra le gambe ho provveduto a comprare il libro, che devo però ancora iniziare a leggere. E sì, comprare: Stephen King non è Fabio Volo, lui si COMPRA e non si scarica :D!

Qualcuno di voi ha visto la serie o letto il libro? Se vi va, fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti!