Riflessioni Giapponesi – Cosplay, Ganguro e Lolita

otakuLa cultura giapponese, seguendo le leggi di un’economia già globalizzata, è riuscita perfettamente ad inserirsi nella nostra cultura mediale anche se, come molti ben sanno, la capacità occidentale di interpretarla non è spesso riuscita a comprendere che il suo cartooning e la sua editoria non sono un qualcosa da relegare esclusivamente al settore infantile della popolazione. Read more Riflessioni Giapponesi – Cosplay, Ganguro e Lolita

Gudetama

Oggi voglio parlare di una scoperta pucciosissima fatta nel paese del Sol Levante, ossia Gudetama.
Gudetama è praticamente un eroe nazionale assieme ad Hello Kitty e al Tè matcha, e l’ho amato sin da subito anche se non avevo la più pallida idea di chi o cosa fosse (“Che cavolo è questo coso giallo col sorrisino spiattellato in ogni dove? LO VOGLIO!”). Read more Gudetama

Cronache giapponesi, parte 2 – Shinjuku e Kabuchiko

Godzilla si fa un giro a Kabuchiko
Godzilla si fa un giro a Kabuchiko

Continuano le cronache giapponesi a partire dal quartiere dove è situato quello che è stato il nostro albergo (non abbiamo alloggiato in un ryokan poiché abbiamo preferito una struttura dove ci siamo accertati che il personale parlasse bene inglese), Shinjuku, che abbiamo raggiunto con un’oretta di treno circa partendo da Narita e constatando già le prime difficoltà linguistiche con il popolo nipponico (scriverò dei brevi articoli su alcuni aspetti e cose che mi hanno colpito del Giappone, uno dei quali sarà esplicitamente dedicato al rapporto che hanno i giapponesi con la lingua di Mr. Brown). Read more Cronache giapponesi, parte 2 – Shinjuku e Kabuchiko

“E se ricominciassi a scrivere?”

Mi sono detta questa frase molte volte, lasciando perdere questo proposito per anni facendomi trasportare dal fluire degli eventi, vivendo la mia vita condividendone i cambiamenti, le gioie e le seccature (fortunatamente non posso parlare ancora di dolori) con i pochi ed ottimi amici di sempre, concedendomi al massimo delle condivisioni su qualche social network.
Mi è sempre però mancato il blog, innanzitutto perché è stato parte della mia vita per anni, ma anche e soprattutto come medium comunicativo: meno istantaneo dei social network, e per questo più portato alla riflessione, e più libero poiché fruibile da chiunque, anche dai lettori silenziosi che per anni mi hanno seguito con piacere, rendendomi inconsapevolmente parte delle loro giornate.
E’ una sensazione che conosco bene perché tante volte ho iniziato la mia routine sorseggiando un caffè e leggendo gli aggiornamenti di qualche scrittore telematico, o ingannato il tempo delle attese godendomi foto e notizie di persone di cui apprezzo lo stile e la prosa.
Essere a mia volta parte di questo processo di silenzioso intrattenimento gratuito mi piaceva, e vedere che a distanza di anni alcuni lettori hanno continuato a cercare mie notizie, seguendomi con altri mezzi o contattandomi, è stata una delle cose che mi ha spinto maggiormente a ricominciare, se non contiamo il bisogno di scrivere.
Già, il bisogno di scrivere.

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